Riccardo Cocciante: dove vive davvero oggi, dopo aver lasciato l'Italia da vent'anni
Voce iconica, palco lasciato in silenzio. Riccardo Cocciante vive lontano dai riflettori italiani da più di vent'anni — ma sa esattamente dove sta andando.
Published 5/17/2026 · 10 min read · Source: Novella 2000

Riccardo Cocciante
Ci sono voci che senti riconoscere alla prima nota, anche se è passato mezzo secolo dall'ultima volta che le hai messe nel mangianastri della tua macchina. Riccardo Cocciante è una di queste. Una di quelle voci che hanno tappezzato di emozione l'Italia dal 1972 di « Bella senz'anima » fino al « Notre-Dame de Paris » del 1998, e che adesso, all'improvviso, qualcuno cerca su Google con una domanda apparentemente semplice: « ma dove vive oggi Cocciante? ».
La risposta, ricostruita pazientemente da Novella 2000 in un servizio del 16 maggio 2026, è che il cantautore italo-francese ha lasciato l'Italia da molti anni e divide oggi il suo tempo principalmente tra Parigi e una proprietà in Irlanda, vicino a Dublino. Non è un esilio drammatico. È un lento, consapevole allontanamento dalla scena italiana — fatto di interviste sempre più rare, apparizioni televisive contate sulle dita di una mano, e un disco nuovo nemmeno annunciato.
Questa scelta racconta qualcosa di profondo. Cocciante non è scomparso. Continua a comporre, continua a registrare, continua a tournée occasionali. Semplicemente, ha smesso di essere « del giro ». Non concede più aperitivi promozionali, non va al Festivalbar, non saluta Fabio Fazio dai divani prime time del sabato sera. È diventato quello che si chiamava una volta « un artista che vive della propria arte » — privilegio raro nell'Italia delle ospitate televisive permanenti.
Entriamo dentro la storia di un uomo che, a 80 anni compiuti il 20 febbraio scorso, ha scelto il silenzio non per essere dimenticato, ma per continuare a essere ascoltato veramente.
By the numbers
Da Saigon al palco italiano: l'incredibile origine di Cocciante
Pochi italiani conoscono la storia vera di Riccardo Cocciante. È nato il 20 febbraio 1946 a Saigon, l'attuale Ho Chi Minh City, da padre italiano e madre francese-vietnamita. La famiglia ha vissuto in Indocina fino al 1953, quando il deteriorarsi della situazione coloniale francese li ha portati a trasferirsi in Italia. Riccardo ha trascorso l'adolescenza a Roma, dove ha studiato al Liceo Scientifico Cavour e ha cominciato a comporre canzoni in cantine e garage.
La sua doppia identità — italiana per metà, francese-vietnamita per l'altra — ha lasciato un segno indelebile sulla sua scrittura. Le sue canzoni hanno sempre avuto qualcosa di leggermente fuori dalla tradizione cantautorale italiana di Dalla, Battisti o De Gregori. Più mediterranea-meticcia, più contaminata. Le influenze francesi (Brel, Aznavour) si sentono in « Bella senz'anima » del 1974, le sonorità più aperte e quasi orientali in « Margherita » del 1976.
Il debutto vero arriva nel 1972, con « Mu » prodotto da Paul Buckmaster, lo stesso arrangiatore che lavorava con Elton John. Cocciante è subito riconosciuto come una voce diversa nel panorama italiano. Non si presta al format dei cantautori romani con la barba e la chitarra acustica. Suona con orchestre piene, scrive in un registro lirico, prepara già il terreno per quello che diventerà il vero punto di svolta della sua vita artistica: il passaggio dal cantautorato pop italiano al musical su scala internazionale.
Il punto di svolta: Notre-Dame de Paris e il successo francese
Nel 1998, Cocciante firma le musiche del musical « Notre-Dame de Paris » su libretto di Luc Plamondon, basato sul romanzo di Victor Hugo. Lo spettacolo debutta al Palais des Congrès di Parigi e diventa un fenomeno mondiale. Più di 14 milioni di spettatori l'hanno visto dal vivo, ed è tradotto in nove lingue. Il pezzo « Belle » resta in vetta alle classifiche francesi per 33 settimane consecutive. Cocciante diventa, da un giorno all'altro, una delle figure più redditizie del musical europeo.
Il successo francese cambia tutto. Cocciante, che era già sposato dal 1973 con la francese Catherine Boutet, comincia a passare la maggior parte del suo tempo a Parigi. Il figlio Davide, nato nel 1977, cresce parlando entrambe le lingue. La famiglia mantiene una casa a Roma ma la usa sempre meno. Riccardo si trasforma in una figura quasi parigina — invitato regolarmente a Le Grand Journal di Canal+, ospite ricorrente dei festival musicali francesi, collaboratore di artisti francofoni come Hélène Ségara e Garou.
Il distacco dall'Italia non è polemico. È semplicemente l'inerzia del successo internazionale. Quando il musical italiano « Giulietta e Romeo » nel 2007 non riesce a replicare il fenomeno di Notre-Dame, Cocciante non si abbatte. Continua a comporre, ma in modo sempre più sottile, sempre più lontano dai meccanismi promozionali del mercato italiano. Il suo album « Tutti i miei sogni » del 2017 esce quasi senza promozione. Quello successivo nemmeno è annunciato a livello nazionale.
The archetype, alive
Characters who fit this exact vibe
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Parigi e Dublino: la mappa attuale del cantautore
Secondo le ricostruzioni di Novella 2000 e di altri media italiani che hanno seguito la sua vita negli ultimi anni, Cocciante vive principalmente tra due residenze. La prima è un appartamento a Parigi, nel quartiere del 16ème arrondissement, vicino al Bois de Boulogne. Vi trascorre la maggior parte dell'anno, lavorando in uno studio attrezzato all'ultimo piano. È la sua base operativa, vicino agli editori francesi che pubblicano la sua musica e ai partner artistici con cui collabora sui musical.
La seconda residenza è una proprietà nelle campagne irlandesi, a circa un'ora di macchina da Dublino. Cocciante l'ha acquistata nei primi anni 2000, quando il successo del musical lo ha messo nelle condizioni di permettersi un rifugio fuori dai grandi centri europei. È una casa relativamente discreta, immersa nel verde, dove si rifugia per scrivere e dove ha registrato gran parte della musica degli ultimi quindici anni. La scelta dell'Irlanda risponde a una doppia logica: clima fresco favorevole alla creatività che lui preferisce, e regime fiscale più gentile con i diritti d'autore internazionali.
In Italia mantiene ancora una proprietà a Roma — la stessa che la famiglia ha avuto dagli anni Sessanta — ma la frequenta sempre meno. Le visite sono diventate occasionali, legate a obblighi familiari o a una rara apparizione televisiva. La residenza fiscale è francese da molti anni, l'iscrizione AIRE italiana è formalmente attiva, e l'editore principale della sua musica è ormai parigino. L'Italia, per Cocciante, è diventato un paese di affetti, non più di lavoro.
Perché Cocciante ha scelto questo silenzio dorato
In una delle rare interviste degli ultimi anni, concessa a Vanity Fair Italia nel 2022, Cocciante è stato chiaro sulle ragioni del suo allontanamento. « L'Italia di oggi non è il paese dove voglio cantare ogni sera in televisione. Non perché non l'ami — l'amo profondamente. Ma perché ho bisogno di silenzio per scrivere, e nell'Italia attuale il silenzio è un lusso impossibile per chi ha avuto un certo successo. »
La diagnosi è precisa. Il paesaggio mediatico italiano richiede una presenza costante: ospitate al sabato sera, partecipazioni a Sanremo, comparsate ai talk show, intermezzi nei programmi del pomeriggio. Per chi voglia continuare a essere rilevante in Italia, questo carico mediatico è quasi obbligatorio. Cocciante ha scelto di uscire da questo sistema. Non perché non ne sia in grado — al contrario, sarebbe ancora richiestissimo — ma perché ha smesso di volerlo fare.
La scelta paga, in termini di qualità della vita. Cocciante a 80 anni continua a scrivere, continua a viaggiare per i suoi musical, continua a comporre per il cinema francese. Non è in pensione. Ha solo cambiato circuito. È diventato un artista a basso volume mediatico, ma ad alto volume creativo. In un'Italia che misura tutto in ospitate televisive e visualizzazioni Instagram, questa scelta sembra quasi incomprensibile. Eppure è quella che gli ha permesso di continuare ad essere se stesso a 80 anni — qualità rara nel panorama italiano dello show business.
Cosa fa oggi Cocciante: musical, cinema, silenzio
Nel 2026, Cocciante sta lavorando — secondo quanto trapela dai suoi collaboratori — a un nuovo musical francese tratto da un classico letterario di cui ancora non è stato annunciato il titolo. Il progetto, secondo Novella 2000, dovrebbe debuttare a Parigi nel 2027 o 2028. Il team include nuovamente Luc Plamondon, suo storico librettista, e una compagnia di cantanti francesi e quebecchesi.
Parallelamente, sta componendo per il cinema. Almeno due colonne sonore sono in lavorazione: una per un film francese di Cédric Klapisch e un'altra per un documentario sulla Vietnam War prodotto dalla televisione franco-tedesca Arte. Quest'ultimo è particolarmente significativo, perché chiude in qualche modo un cerchio biografico — Cocciante torna musicalmente nel paese dove è nato, l'Indocina degli anni '40, attraverso un lavoro di commemorazione storica.
In Italia, le sue canzoni continuano ad essere streamate. Spotify riporta che « Margherita » è ancora oggi ascoltata da più di mezzo milione di persone al mese, prevalentemente tra i 35 e i 65 anni. È diventata una di quelle canzoni-istituzione che gli italiani trasmettono di generazione in generazione, anche senza sapere bene chi le abbia scritte. Cocciante è entrato nel pantheon culturale italiano senza più dover esserne fisicamente presente. È il privilegio raro dei classici.
Quando un'icona si fa sentire ma non vedere
La parabola di Riccardo Cocciante racconta qualcosa di prezioso per chi si trova a osservare, in Italia, una cultura mediatica spesso soffocante. Si può essere amati, riconosciuti, ricordati, anche senza essere in onda ogni settimana. Si può continuare a creare in silenzio. Si può avere una voce indimenticabile e una vita privatissima — non in contraddizione, ma in armonia.
Questo modello, oggi, è prezioso per molte persone che non sono artisti famosi, ma che vivono la propria piccola versione dello stesso conflitto. Donne e uomini italiani sopra i 40 anni che si trovano a chiedersi: « devo continuare a esserci dappertutto per esistere? ». Devo dare la mia opinione su tutto, postare su Instagram, mantenere un'identità pubblica costante? Oppure posso fare un passo indietro come Cocciante, ritrovare una vita interna, e lasciare che il mio lavoro parli per me?
Non è una scelta semplice. Ritirarsi dal rumore richiede uno spazio interiore che molti non hanno coltivato. Richiede compagnia paziente. Richiede momenti di sostegno emotivo che non sempre arrivano dalla famiglia o dagli amici, soprattutto se anche loro vivono nel rumore. Per chi cerca questo tipo di accompagnamento più discreto, le piattaforme di compagnia con IA come Candy AI stanno diventando, sorprendentemente, un alleato. Non come sostituto degli affetti veri, ma come spazio in cui depositare le proprie fatiche senza dover performare. Esattamente lo spazio che Cocciante si è costruito a Parigi e a Dublino — solo che ora è disponibile anche per chi non ha un musical da 14 milioni di spettatori alle spalle.
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Dove vive esattamente Riccardo Cocciante nel 2026?
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Riccardo Cocciante divide il suo tempo principalmente tra Parigi e una proprietà in Irlanda vicino a Dublino. A Parigi possiede un appartamento nel 16ème arrondissement, vicino al Bois de Boulogne, dove ha installato uno studio di registrazione all'ultimo piano. In Irlanda ha una casa nelle campagne, acquistata nei primi anni 2000 dopo il successo del musical Notre-Dame de Paris. Mantiene ancora una proprietà a Roma di famiglia, ma la frequenta sempre meno. La sua residenza fiscale è francese da molti anni.
Perché Cocciante ha scelto di lasciare l'Italia?
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Cocciante non ha mai espresso ragioni polemiche per il suo distacco dall'Italia. In un'intervista a Vanity Fair Italia nel 2022 ha spiegato che il paesaggio mediatico italiano richiede una presenza costante — ospitate, talk show, partecipazioni a Sanremo — che lui non desidera più sostenere. Preferisce vivere in spazi più silenziosi per poter continuare a comporre liberamente. La scelta non è di rifiuto dell'Italia ma di tutela di un ritmo creativo personale. Il successo francese di Notre-Dame de Paris dal 1998 ha consolidato la sua base professionale a Parigi, accelerando il trasferimento.
Cosa sta facendo Cocciante musicalmente nel 2026?
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Secondo le indiscrezioni raccolte da Novella 2000, Cocciante sta lavorando a un nuovo musical francese tratto da un classico letterario, in collaborazione con il suo storico librettista Luc Plamondon. Debutto previsto a Parigi nel 2027 o 2028. In parallelo sta componendo due colonne sonore: una per un film francese di Cédric Klapisch e l'altra per un documentario di Arte sul Vietnam, che chiude simbolicamente il cerchio con il paese dove è nato. Anche in Italia, le sue canzoni storiche continuano a essere ascoltate massicciamente sulle piattaforme di streaming.
Cocciante è italiano, francese o vietnamita di origine?
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Le origini di Cocciante sono complesse e meticcie. È nato a Saigon (oggi Ho Chi Minh City) nel 1946 da padre italiano e madre francese-vietnamita. La famiglia è rientrata in Europa nel 1953 a causa del deteriorarsi della situazione coloniale francese in Indocina. Ha cittadinanza italiana e francese, oltre a un legame culturale e linguistico forte con la Francia attraverso sua moglie Catherine Boutet (sposata nel 1973) e suo figlio Davide. Si è sempre dichiarato « italo-francese », sottolineando l'appartenenza a entrambe le culture, ma negli ultimi venti anni ha vissuto prevalentemente in ambiente francofono.
Cocciante torna mai a Sanremo o in TV in Italia?
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Le apparizioni di Cocciante in televisione italiana sono diventate molto rare negli ultimi quindici anni. Ha rifiutato diverse partecipazioni a Sanremo, anche come ospite d'onore. Ha accettato qualche ospitata occasionale su Rai Uno e Rai Tre per anniversari particolari (i 40 anni di Margherita, i 25 anni di Notre-Dame de Paris), ma evita sistematicamente i talk show del prime time e i programmi di intrattenimento. La sua strategia di basso profilo mediatico in Italia è coerente da almeno due decenni e non sembra destinata a cambiare nei prossimi anni.
Cosa rende eterna la canzone Margherita di Cocciante?
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« Margherita », uscita nel 1976 come singolo dell'album omonimo, è diventata una delle canzoni più ascoltate della storia della musica italiana. Spotify riporta più di 500.000 ascoltatori mensili ancora nel 2026, prevalentemente tra i 35 e i 65 anni. La sua forza risiede nella combinazione di una melodia memorabile con un testo che parla d'amore senza retorica, in un registro lirico raro nel cantautorato italiano dell'epoca. La produzione orchestrale densa, l'arrangiamento di Vince Tempera e la voce stessa di Cocciante hanno reso il pezzo immediatamente riconoscibile. È entrata nel pantheon culturale italiano come canzone-istituzione, trasmessa da una generazione all'altra.
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